“Primavera non bussa lei entra sicura
come il fumo lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano
che paura, che voglia che ti porti lontano.”

Così Fabrizio De André racconta i sentimenti ed i rimpianti di un chimico che, a causa della paura e della forte razionalità, non si lasciò mai andare all’amore.
Ma questa primavera che non bussa ed entra sicura dov’è finita? Alcuni giorni sembra di sentirla nell’aria, illudendosi che ormai sia arrivata. Ma ogni volta scompare, lasciando spazio alle nuvole.

“Vengono
vanno
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai”

Foto di Noemi Repetto

Dopo quei tanti giorni in cui non vedi più il sole e le stelle arriva il vento, potente e determinato, che non lascia più spazio alle nuvole, portandosele tutte via.
Questo è ciò che è accaduto venerdì: un cielo minaccioso, le previsioni meteo che promettevano temporali e pochissima voglia di nuova pioggia. Sarà stata la speranza di poter continuare a godere di qualche raggio di sole o un caso, ma è arrivato proprio lui, il vento, ormai nostro amico da qualche settimana, a scongiurare il pericolo di nuove precipitazioni.

Le giornate di sole portano allegria e spensieratezza a tutti, compreso Zanvoort, molto più rilassato e sereno.
Amo queste giornate, ancora fresche e secche, dove l’aria non ci abbandona. Amo passare qualche ora nella routine di maneggio, a preparare Zanvoort, a montare e a coccolarlo e premiarlo alla fine del lavoro. Sono quei giorni in cui torno a casa con il sorriso, pensando già all’indomani, sperando che le temperature miti possano ancora scaldarci il cuore. 

Non sorrido solo andando a casa, ma anche mentre sono su Zanvoort. Un mio vecchio istruttore un giorno mi disse di smettere di ridere mentre montavo, perché l’equitazione è uno sport serio… beh, non ho mai perso questo “vizio”. Sorridere mentre sono a cavallo per me è una cosa naturale e spontanea, ma soprattutto involontaria. Succede. Credo però che sia bellissimo: quando monto sono felice, realizzata e spensierata, mi sento nel mio mondo.
Questo accade ancor di più da quando è con noi Zanvoort. All’inizio erano sorte delle incomprensioni: a volte mi demoralizzavo non capendo cosa sbagliavo, poi piano piano, con tanta dedizione e pazienza sono riuscita a trovare una via da percorrere. Una via che si è e si sta enormemente rafforzando al Cavallino d’Oro, grazie a Stefania che, oltre ad avermi corretto tanti difetti, è riuscita a comporre un binomio. 

A Zanvoort piace enormemente saltare: è proprio la sua disciplina, quella in cui si anima e diventa impaziente di andare avanti.
La scorsa settimana abbiamo lavorato prima su dei salti di riscaldamento nel campo coperto, come se fosse un campo prova di un concorso, e poi sulla gabbia in quello esterno. Sono esercizi estremamente utili soprattutto per me: quando avevo 17 anni, in uno stage, la cavalla che montavo cadde proprio su un oxer all’ingresso di una gabbia. Mi sono ritrovata sotto la cavalla, dopo aver sbattuto la faccia su una barriera. Subito non mi resi conto di essermi fatta male, infatti rimontai in sella e ripetei l’esercizio dall’inizio. Tornando a casa iniziai ad accusare i primi dolori, fino al mattino successivo, quando mi recai al pronto soccorso, scoprendo di essermi rotta (per la seconda volta) il naso.
Mi furono prescritti 40 giorni di riposo, o meglio, di pausa sportiva. Quando ricominciai a montare non saltai più molto (non per mia scelta però). Da quel momento si creò un blocco che diventava sempre più forte col passare del tempo. 

Comunque, con la passione e la pazienza si supera tutto. Da dicembre ad ora mi sento un’altra persona sul salto: molto più sicura e decisa. Ma soprattutto la paura e l’ansia stanno lasciando il posto al divertimento e alla voglia di fare sempre di più.
La cosa più importante è non tirarsi mai indietro: io mi fido di Zanvoort e di ciò che mi fa fare Stefania. Così ogni settimana che passa mi sento più preparata e pronta per affrontare un nuovo ostacolo. 

Zanvoort fa passi da gigante ed è sempre più bello (non sembra più il cavallo di agosto!).
Abbiamo ancora da lavorare tanto su diverse cose, ad esempio sul socializzare di Zanvoort con gli altri cavalli. Vi dico solo che la seconda lezione che abbiamo fatto al Cavallino si è conclusa con Zanvoort che voleva azzannare un altro cavallo… e poi una volta ogni tanto deve assolutamente fare un danno. E’ proprio più forte di lui. 

Venerdì abbiamo deciso di provare a metterlo in paddock, vista la bella stagione in arrivo. Zanvoort tranquillamente passeggiava, brucando ciuffetti d’erba qua e là. Dopo una decina di minuti si allontana un po’ da noi e va verso un bordo. Indovinate? Si corica proprio vicinissimo al filo e nel punto in pendenza. Cerchiamo di dissuaderlo da quella malsana idea, ma niente, lui ha trovato il punto giusto, quello che gli cambierà la vita. Ha sbagliato a fare i conti però, perché quella pendenza lo fa scivolare leggermente… decide di rialzarsi, ma infila le gambe nei fili (con corrente). Così si alza ed inizia a correre staccando alcuni dei gancetti che tenevano il filo.
L’unica nota positiva è che si è fatto riprendere subito e con facilità.
Credo che la prossima volta starà molto molto più attento ad andare così vicino alla recinzione. 

Venerdì e sabato ha montato Matteo. Anche lui sta facendo passi da gigante insieme a Zanvoort, che nonostante il suo carattere si comporta piuttosto bene. Può succedere che cerchi di sottrarsi al lavoro, ma mai in maniere cattive e, soprattutto, con poco si rimette subito in riga.
Matteo sta ricominciando a saltare e di questo è molto contento.
Martedì, mercoledì e giovedi, invece, ci ho lavorato io. Abbiamo utilizzato per la prima volta il campo grande (tipo gara). Martedì Zanvoort era un po’ agitato: l’ho dovuto addirittura tenere (però mi sono anche divertita tantissimo). Giovedì abbiamo saltato, lavorando sulle spezzate. Ha fatto tutto davvero bene. 

Questa settimana è stata molto intensa, ma Zanvoort si potrà riposare oggi: anche per lui è Pasqua! Non potendo mangiare il cioccolato, gli abbiamo comprato un bel pacchetto di caramelle alla frutta che lui apprezza particolarmente. 🙂 

Ringrazio Noemi Repetto, una mia amica, nonché vicina di casa, per alcune delle foto che ho pubblicato in questo post (trovate il suo nome nella didascalia) e vi auguro una buona Pasqua! 🙂

Foto di Noemi Repetto

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