Notre-Dame

La tragedia di Notre-Dame

Esattamente un anno fa preparavamo le valigie per prendere l’aereo che ci avrebbe portati a Parigi il 17 aprile 2018. Ad accoglierci trovammo uno spettacolo indescrivibile e totalmente inaspettato: la cattedrale di Notre-Dame incorniciata da ciliegi fioriti, un cielo azzurrissimo ed una Senna incredibilmente bella.
Se penso che, dopo un anno, questo spettacolo è stato devastato da un terribile incendio mi si stringe il cuore. Notre-Dame non è soltanto uno dei monumenti più belli e sensazionali della città di Parigi, ma è un’opera unica ed inimitabile in tutto il mondo. Non è esclusivamente un luogo di culto, ma un ritrovo per tutti gli appassionati di arte e per tutti gli amanti della bellezza.

Grazie al formidabile lavoro dei pompieri l’incendio è stato domato, ma questo non è bastato: il fuoco è riuscito a distruggere comunque la guglia ed il tetto. Le fiamme sarebbero partite da un’impalcatura (si stavano svolgendo dei lavori di restauro) e adesso si indagano le cause, ipotizzando un rogo accidentale.
Fortunatamente le decine statue presenti nel luogo dell’incendio si sarebbero salvate totalmente in quanto spostate precedentemente proprio per il loro restauro. Anche la corona di spine – una delle reliquie più importanti della cattedrale – non è stata danneggiata.

Pensare che Victor Hugo, nel suo romanzo Notre-Dame de Paris (del 1831), aveva immaginato un incendio alquanto simile… C’è chi parla di profezia con titoloni di giornale: chiariamoci, nessuno ha predetto o ha voluto predire il futuro. Immaginare un incendio in un romanzo per un’opera che è costituita da strutture lignee non è certo cosa incredibile; nell’antichità, infatti, gli incendi erano frequentissimi e causa di tragedie e morti.

C’è stato anche chi ha voluto fare clamore facendo affermazioni forti e provocatorie: quella persa sarebbe solo una cartolina, un rifacimento dell’Ottocento che facilmente sarà ricreato.
Innanzitutto l’Ottocento non è un secolo così vicino al nostro e, quindi, credo sia degno di salvaguardia e rispetto; inoltre la parte ottocentesca è importantissima: è uno dei primi esempi di restauro di questo secolo, operato da Viollet-le-Duc, celebre architetto francese. Quest’ultimo si dedicò soprattutto alla ricerca di documentazione riguardante lo stato del monumento prima delle mutilazioni subite, una prassi del tutto eccezionale per l’epoca. L’architetto studiò i testi letterati e decifrò le caratteristiche stilistiche e archeologiche dell’edificio. I 54 “mostri” minacciosi che ci guardano dall’alto delle mura furono aggiunti proprio da Viollet-le-Duc e per questo si grida allo scandalo perché un falso; in realtà, però, l’architetto volle completare – secondo lo spirito di quell’epoca – un’opera mai compiuta. Le gargolla, infatti, sono presenti su tutti i tetti delle cattedrali gotiche.
Egli aggiunse sul tetto della cattedrale 12 statue (divise in quattro gruppi), rappresentanti gli Apostoli; una di queste lo raffigura come un Maestro d’Opera, con Riga o Abacus.
Con l’incendio si è anche rischiato di perdere le innumerevoli vetrate che caratterizzano la cattedrale: un vero gioiello, testimone di vari stili ed epoche.

Quindi no, non abbiamo perso “soltanto una cartolina”, ma una testimonianza importante di quelli che furono i primi approcci al restauro, inteso in senso più moderno.

Notre-Dame
Notre-Dame

Sicuramente, grazie alle avanzatissime tecniche, la cattedrale potrà essere ricostruita e tornare a brillare, ma la perdita è comunque infinitamente grave e mostruosa.

Concludo con il ribadire che Notre-Dame non è esclusivamente un simbolo di Parigi e un luogo di culto cristiano, ma è una delle più belle opere esistenti al mondo. L’ho vista per sette giorni e per sette giorni non sono riuscita a smettere di guardarla, rimanendo ipnotizzata dalla sua magnificenza. E’ di una bellezza disarmante e, purtroppo, nessuna foto e nessun testo potranno mai descriverla. Chi alla notizia ha gioito o fatto dell’ironia probabilmente, oltre che non averla mai vista o a non saper apprezzare la bellezza e l’arte, non ha alcuna sensibilità, ma solo grandi lacune su ciò che rappresentano le opere d’arte.

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